L’arte del ba-ratto

L’arte del ba-ratto

Nelle società animali la cooperazione è una classe comportamentale diffusa e spesso basata su regole di reciprocità: “Ti aiuto perché mi hai aiutato prima” (tit-for-tat). Questo tipo di scambio è considerato semplice quando l’oggetto scambiato è il medesimo, ma si ritiene invece cognitivamente più dispendioso quando le merci di scambio differiscono l’una dall’altra. In questa particolare forma, lo scambio è una componente fondamentale delle interazioni commerciali umane e ha consentito la divisione del lavoro, che è alla base della complessità economica della nostra specie, già da prima che esistesse la moneta. A causa della complessità intrinseca in questo comportamento, si è creduto per molto che negli animali non umani non fosse presente. Già diverse osservazioni in natura tuttavia ne smentivano l’unicità umana.

In un recente studio condotto all’Istituto di Ecologia ed Evoluzione dell’Università di Berna (Manon K. Schweinfurth, Michael Taborsky. Reciprocal Trading of Different Commodities in Norway Rats. Current Biology, 2018) alcuni scienziati hanno dimostrato sperimentalmente che i comuni ratti delle chiaviche o surmolotti (Rattus norvegicus) sono in grado di barattare l’uno con l’altro diverse forme di aiuto, diverse ‘merci di scambio’, nella fattispecie allogrooming e approvvigionamento alimentare, sulla base della regola di reciprocità: i ratti che avevano offerto grooming ricevevano successivamente in cambio dei doni alimentari e i ratti donatori di alimenti erano oggetto di grooming da parte dei compagni che avevano beneficiato dei loro doni di cibo.

Questo risultato indica che il commercio reciproco tra animali non umani può essere molto più diffuso di quanto si pensi attualmente!

(Nella foto Piantuc e Tuctuc a Cascina Myriam, foto di Myriam Riboldi)