Gli scimpanzé possono inventare un proprio linguaggio dei segni
Bas van Boekholt, ricercatore presso l’Università di Osnabrück, ha scoperto che alcuni scimpanzé in natura comunicano con segni gestuali che non sono comuni al resto del loro gruppo.
Lo studio della comunicazione gestuale negli scimpanzé aveva finora assunto che che tutti gli scimpanzé usano gli stessi gesti per i medesimi scopi e che il repertorio di gesti non subisce modificazioni nel corso della vita.
Studiando i filmati di un gruppo di scimpanzé in Uganda, van Boekholt ha scoperto che una madre (Beryl) e sua figlia (Lindsay) usavano un segno mai visto prima: quando la figlia voleva essere trasportata sulla schiena, copriva gli occhi della madre con la mano. Studiando le interazioni tra madre e figlia, il ricercatore ha compreso che questo gesto non era usato in altro modo, quindi aveva un significato ben preciso, ma solo per madre e figlia. I video mostravano chiaramente che Lindsay usava il gesto intenzionalmente, perché lo ripeteva fino a quando la madre non la accontentava. Per van Boekholt, il fatto che ci provasse più volte è la dimostrazione che lo stava facendo con uno scopo.
Nessun altro scimpanzé nel loro gruppo ha mai usato questo gesto.
Lo sviluppo di un repertorio personale di segni implica che queste forme di comunicazione siano solo in parte innate, come precedentemente assunto, e che, in aggiunta ai gesti utilizzati dall’intero gruppo, i singoli individui siano in grado di inventare segni personali, unici, con un preciso significato.
Questo tipo di creatività/innovazione in ambito comunicativo è del tutto comune tra noi umani: tra bimbi e genitori, tra amici, o tra partner, è normale sviluppare modi di comunicare che gli estranei non capiscono. I lunghi studi sul linguaggio che hanno fatto uso di primati, nella seconda metà del Novecento, hanno dimostrato che gli scimpanzé in cattività imparano facilmente nuovi gesti, ma sempre in relazione agli esseri umani. “È la prima volta che lo vediamo accadere in natura” – ha detto Van Boekholt.
Secondo la primatologa Iris de Winter, questa scoperta può avere importanti ricadute anche sullo studio del linguaggio umano: “Studiando il comportamento degli scimpanzé possiamo testare ipotesi sull’origine della comunicazione umana e sul ruolo dell’interazione sociale in questo processo” – ha scritto.
A questo scopo, Bas van Boekholt tornerà in Uganda nel 2025 per iniziare una nuova ricerca sul modo in cui Beryl e Lindsay combinano gesti, espressioni facciali e suoni.
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