Apprendimento sociale… In una tartaruga!?
La capacità di imparare dalle azioni degli altri è molto vantaggiosa, perché permette, in breve tempo, l’acquisizione di nuove informazioni e competenze che altrimenti richiederebbero un lungo iter di prove ed errori. Quando questa capacità sia comparsa per la prima volta non è ancora chiaro, ma sappiamo che è attualmente presente in diversi gruppi animali: mammiferi, uccelli, pesci, insetti sociali. Curiosamente, a questa compagine si sono aggiunti anche i rettili, il che è abbastanza sorprendente, vista la scarsa indole sociale delle specie di questo gruppo.
Ma serve davvero essere animali sociali per imparare dagli altri? Si tratta di una specializzazione adattativa del vivere sociale? Sembrerebbe logico pensarlo… Ma sempre più evidenze suggeriscono che non sia così. A questo proposito, una ricerca del 2010 ha dimostrato che la tartaruga dalle zampe rosse (Chelonoidis carbonarius), che è appunto una specie solitaria, è capace di imparare dalle azioni dei suoi conspecifici. La scelta di questo rettile, anziché di un uccello o di un mammifero, è stata molto significativa in questo ambito: uccelli e mammiferi infatti, anche quando classificati come solitari, nella maggior parte dei casi fanno esperienza della socialità durante il periodo delle cure parentali, in cui gli animali sono esposti a genitori e fratelli/sorelle (si pensi, per esempio, all’apprendimento sociale nei gatti o negli orsi), mentre questo non accade nella tartaruga dai piedi rossi, che è un animale “veramente solitario“ in ogni fase del suo sviluppo. Per questo animale, gli unici fugaci contatti con i conspecifici, sono rappresentati dall’accoppiamento, in seguito al quale, le uova vengono deposte in buche nel terreno e poi abbandonate. Dopo la schiusa, nemmeno i piccoli non fanno gruppo, ma si disperdono lontano dal nido, ognuno per conto suo.
Per studiare la capacità di apprendimento sociale in questa specie, sono state osservate in cattività otto tartarughe. Una di esse (la dimostratrice) è stata addestrata a percorrere un labirinto a forma di V, all’interno di una piccola arena, per raggiungere una ciotola con il suo cibo preferito (la soluzione a questa tipologia di labirinto è di fatto un “detour“: cioè la ricerca di una rotta che consenta di arrivare a un obiettivo non raggiungibile direttamente). Le tartarughe rimanenti sono stati divise in “osservatrici” e “non osservatrici”: alle prime era consentito di osservare la dimostratrice mentre risolveva il labirinto, prima di essere poste nell’arena per risolverlo a loro volta; le non osservatrici, invece, erano poste nell’arena senza avere l’opportunità di vedere il comportamento della dimostratrice.
In assenza della capacità di apprendimento sociale, come ci si aspetterebbe per questi animali non sociali, osservatrici e non osservatrici raggiungerebbero i medesimi risultati statistici nella capacità di risoluzione del labirinto su più tentativi. Ma non è andata così: tutte le osservatrici sono riuscite a risolvere il puzzle almeno due volte dopo aver guardato la dimostratrice (in due casi addirittura al primo tentativo); invece, nessuna delle non-osservatrici è riuscita a risolvere spontaneamente il labirinto, in nessuna delle 12 prove successive. Le osservatrici si sono dimostrate per lo più conservative anche rispetto alla direzione con cui affrontare il labirinto, scegliendo nella maggior parte dei casi la stessa direzione adottata dalla dimostratrice. Questi importanti risultati hanno rappresentato per gli scienziati la prima prova sperimentale di apprendimento sociale da parte di un rettile non sociale.
Comunque, è interessante notare che l’apprendimento sociale non è l’unico aspetto interessante emerso dagli studi sulla cognizione sociale dei rettili. Tra gli altri, ad esempio, è stata verificata la capacità di riconoscimento individuale, cioè la capacità di distinguere individui diversi sulla base di specifici indizi. Uno studio del 2008 ha rivelato che le lucertole iberiche (Podarcis hispanicus) sono in grado di ricordare la posizione e l’appartenenza di diverse marcature territoriali lasciate in un terrario dai loro conspecifici, assumendo in seguito comportamenti diversi (aggressivi o meno) verso di essi, coerentemente alla posizione delle loro marcature (che tra l’altro è anche un’interessante prova della memoria spaziale di questo animale). Studi sul campo riportano inoltre la capacità di coccodrilli, gaviali e altri loricati, di riconoscersi individualmente e di riconoscere la propria prole. La Tiliqua rugosa, uno scinco monogamo endemico dell’Australia, è in grado riconoscere il/la proprio/a partner in stagioni riproduttive successive.
Esistono inoltre prove che i rettili siano sensibili alla direzione dello sguardo. Può sembrare cosa da poco ma, in realtà, fino a non molto tempo fa, si era convinti che la capacità di seguire lo sguardo fosse una prerogativa dei mammiferi sociali e di alcuni uccelli. In un esperimento condotto sempre sulle tartarughe piedi rossi, due tartarughe (un’osservatrice ed una dimostratrice) erano poste dentro una vasca, separate da un divisorio attraverso cui potevano vedersi. La dimostratrice era addestrata a seguire con lo sguardo un puntatore laser. Quando il puntatore indicava un’area in alto, visibile soltanto alla dimostrarice, i ricercatori hanno notato che l’osservatrice iniziava a guardare nella stessa direzione, basandosi sull’orientamento dello sguardo della dimostratrice. Una capacità di questo tipo può essere importante per anticipare la presenza di predatori o altri pericoli o anche di risorse alimentari, sfruttando le informazioni fornite indirettamente dal comportamento degli altri individui nella stessa area.
Tutto questo, in termini più generali, porta inevitabilmente a riflettere sull’intelligenza sociale e sulla sua distribuzione tassonomica: se non dipende di per sé dall’evoluzione di un vivere sociale, ma emerge a partire da capacità di apprendimento più generali, questa tipologia di capacità cognitive potrebbe essere molto più diffusa di quanto crediamo e lo studio etologico dei rettili e di altri animali solitari, potrebbe essere la chiave per saperne di più!
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