Neurobiologia della docilità del coniglio

Neurobiologia della docilità del coniglio

Perché un coniglio selvatico fugge quando una persona si avvicina, mentre un coniglio domestico solitamente tende a cercare un approccio?

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista PNAS (“Changes in brain architecture are consistent with altered fear processing in domestic rabbits”) ha scoperto che la domesticazione, attraverso la selezione per docilità, può aver innescato cambiamenti nel cervello dei conigli che hanno aiutato l’uomo nella gestione dell’allevamento di questi animali.

Paragonando animali popolazioni di selvatici e domestici attuali, anziché le popolazioni ancestrali da cui esse derivano, a livello evoluzionistico lo studio non può essere considerato una risposta definitiva, ma è certamente una buona approssimazione di ciò che è accaduto durante il processo di domesticazione di questa specie (e molto probabilmente anche di molti altri animali domestici).

Leif Andersson, capo del team che ha condotto questa ricerca, pensa che il processo di domesticazione abbia portato a cambiamenti nella struttura del cervello che consentono al coniglio di essere meno ‘nervoso’ nei confronti degli esseri umani. In particolare l’amigdala, una regione del cervello che processa le emozioni di paura ed ansia, è più piccola del 10% nei conigli domestici rispetto ai conigli selvatici. Inoltre la corteccia prefrontale mediale, che modula e controlla le risposte emozionali (tra cui ad es. comportamenti difensivi o aggressivi), è maggiore dell’11% nei conigli domestici. A livello funzionale i ricercatori hanno anche scoperto che il cervello dei conigli domestici sembra meno capace di elaborare risposte di tipo ‘fight-or-flight‘ (=lotta o fuggi). Questo relativo deficit, rispetto ai cugini selvatici, sembra essere imputabile ad una minore quantità di materia bianca. La materia bianca è l’insieme dei fasci di fibre nervose che ha  il compito di trasmettere e gestire l’informazione lungo il sistema nervoso centrale. In una situazione di pericolo, una maggiore quantità di materia bianca permette riflessi più veloci e maggiore potenzialità di apprendimento relativamente agli stimoli percepiti.

Questo complesso di cambiamenti nel cervello sembrerebbe essere la base neurofisiologica delle ridotte espressioni emozionali di paura e aggressività che ha reso possibile la comparsa di personalità docili nei conigli domestici.

La docilità selezionata artificialmente su base comportamentale, a sua volta ha selezionato i geni che influenzano la struttura del cervello.

La selezione di cambiamenti di questo tipo negli animali domestici ovviamente è possibile solo grazie alla diversità di pressioni ambientali nell’ambiente domestico rispetto alla controparte selvatica. Nei selvatici mutazioni di questo genere scomparirebbero molto velocemente a causa del loro scarso valore adattativo: la paura e le risposte rapide che derivano da questa emozione sono essenziali per la sopravvivenza di un animale predato.

Attraverso la domesticazione in parole povere l’uomo ha reso la propria preda una vittima più facile, e solo in tempi più recenti un compagno più fiducioso.