La storia delle gru che adottarono un’oca

La storia delle gru che adottarono un’oca

Nel 2019 la fotografa naturalista Jocelyn Anderson osservò e documentò una famiglia di gru canadesi piuttosto particolare. La scena a cui riuscì ad assistere attraverso l’obiettivo non era certamente qualcosa di ordinario: una femmina di gru era in piedi con il suo pullo, ancora traballante sulle lunghe zampe, subito sotto di lei; nelle immediate vicinanze il maschio, suo partner, stava dissotterrando dei vermi, mentre un altro piccolo gli si aggirava freneticamente attorno. Una scena normalissima, no? Il fatto strano è che il secondo pullo era una giovane oca canadese, che era stata adottata dalla coppia di gru per motivi assolutamente insondabili. I pulli di queste due specie sono morfologicamente molto diversi l’uno dall’altro, eppure la coppia trattava i due piccoli allo stesso modo.

In generale, non è del tutto insolito che i membri di una specie allevino i piccoli di un’altra. I cuculi, per esempio, depongono intenzionalmente le loro uova nei nidi di altri uccelli ignari, che si prendono cura dei piccoli estranei come se fossero i propri, nonostante la diversità di forma, dimensioni, voce e piumaggio. Le gru canadesi non sono oggetto di parassitismo di cova, per quel che ne sappiamo, ma pare che in taluni casi siano state osservate prendersi cura dei pulli di gru americana, una specie molto simile, presente anch’essa nel Nord America.

In ambiente selvatico, l’adozione di un pullo di ordine tassonomico diverso, che non si poggi sulla base di un rapporto di parassitismo, è in effetti un episodio molto meno usuale anche per gli uccelli… Per quel che ne sappiamo almeno.

Nessuno sa per certo come sia nata la famiglia mista osservata dalla Anderson. È possibile che alcune oche canadesi abbiano nidificato vicino alle gru e che la piccola ochetta in qualche modo si sia fatta strada verso il nido dei suoi vicini, dove poi è stata accolta. Oppure un’oca potrebbe aver abbandonato il suo nido con un uovo dentro, o essere deceduta in seguito alla deposizione, e le gru potrebbero essersi appropriate del nido deponendoci il loro uovo e covandoli così entrambi.

Le gru canadesi allevano da uno a due pulli all’anno, quindi avere una bocca in più da sfamare non è fuori dall’ordinario. Inoltre, la dieta a base di vermi e larve fornita dai genitori è un buon menu anche per un’oca in crescita, che in genere mangerebbe invertebrati e alcuni vegetali. Nonostante le diversità quindi, le modalità di cura dei piccoli, sia nel nido che dopo l’involo, sono molto simili. Entrambe le specie, tra l’altro, migrano in gruppi famigliari e non si può escludere che un’oca ‘imprintata’ finisca per volare a Sud in autunno insieme alle gru.

Questa sarebbe stata un’osservazione etologica così incredibile da passare agli annali della scienza, purtroppo però non è andata così. La giovane oca è stata ritrovata priva di vita alcune settimane dopo, per cause ignote. Come ha scritto Jocelyn Anderson: “Non è il finale che speravamo, ma questa famiglia ha portato sorrisi e ha catturato i cuori di molti con il suo amore incondizionato”.​