Il diamante mandarino canta meglio grazie alla mamma

Il diamante mandarino canta meglio grazie alla mamma

Uno studio pubblicato recentemente dimostra che l’apprendimento dei canti nei maschi dei giovani diamanti mandarini (Taeniopygia guttata) non dipende solo dall’esposizione ai pattern canori paterni, ma anche dai feedback comportamentali della madre all’esecuzione. Quando i pennuti adolescenti si allenano al canto, la madre segnala il suo gradimento, con l’erezione del penne e movimenti del corpo, ogni volta che i giovani riescono a replicare abbastanza fedelmente una parte del canto del padre (il canto che di fatto ha mediato la selezione del partner). I giovani, attenti e sensibili a queste reazioni, apprendono più efficacemente a replicare i complessi pattern canori grazie a questi segnali, alimentando in questo modo una tradizione famigliare. È anche possibile che vengano apportate piccole modifiche sulla base dei feedback stessi: il pattern potrebbe essere infatti “perfettibile” secondo il gusto estetico materno.

Al momento le specie animali che sappiamo usare indizi sociali nell’apprendimento sono una piccola élite, di cui facciamo parte anche noi ovviamente, ma non solo: a proposito degli uccelli sappiamo ad esempio che anche nel vaccaro testabruna (Molothrus ater) il comportamento delle femmine in risposta ai canti giovanili ha funzione di approvazione delle canzoni. Per qualche tempo però si è creduto che questo fosse un caso isolato, dovuto alla particolarità etologica della specie, che è un parassita delle covate come i cuculi. Nonostante questa peculiarità tuttavia sia i vaccari testabruna che i diamanti mandarini sono specie altamente sociali che usano le loro canzoni per attrarre i compagni piuttosto che rivendicare i territori attraverso scontri tra maschi. Ricercando questi pattern comportamentali in altre specie si potrebbe scoprire quindi che la modalità di apprendimento sociale dei canti qui analizzata sia più frequente di quanto immaginato precedentemente!