Un narvalo tra i beluga

Un narvalo tra i beluga

Per il terzo anno di fila un narvalo, una specie che normalmente vive nell’Artico, è stato avvistato nel fiume St. Lawrence (un lungo fiume nordamericano che collega i Grandi Laghi all’oceano Atlantico), centinaia e centinaia di chilometri a sud del suo areale e, cosa curiosa: si accompagna ad un gruppo di beluga, maschi come lui, che sembrano averlo pacificamente adottato.

L’eterogeneo gruppo è stato ripreso con grande dettaglio (tale da permettere il riconoscimento del narvalo) dal GREMM, un gruppo no-profit che si occupa di ricerca ed educazione sui mammiferi marini, grazie all’utilizzo di droni.

Tra i comportamenti filmati, moltissime le interazioni sociali e sessuali giocose: “Sono in costante contatto l’uno con l’altro”, ha affermato Robert Michaud, direttore scientifico del gruppo. Le interazioni tra il narvalo e i beluga sembrano essere identiche a quelle tra i soli beluga, il che suggerisce che il narvalo sia stato pienamente accettato come parte del gruppo.

Non è insolito per i giovani cetacei allontanarsi dal proprio habitat e vagare. Alcuni, per motivi ancora non chiari, finiscono per cercare di fare amicizia con altre specie, addirittura con barche e umani (venendo talvolta feriti gravemente dalle eliche dei motori).

Narvali e beluga, anche se strettamente imparentati, hanno alcune diversità etologiche importanti. I narvali ad esempio cacciano pesci d’acqua profonda e sono più a loro agio nelle aree coperte di ghiaccio spesso durante l’inverno, mentre i beluga preferiscono le acque costiere e meno profonde, con meno ghiaccio, e preferiscono pesci come il salmone e il capelin, che nuotano più in superficie. D’altro canto entrambe sono specie molto sociali e, per quel poco che conosciamo di loro, potrebbero avere strutture sociali e dinamiche relazionali simili. Entrambe inoltre potrebbero aver evoluto capacità empatiche e/o una teoria della mente, caratteristiche che, così come nell’uomo, e come sospettato anche per le orche, potrebbero facilitare l’espressione di comportamenti inclusivi e prosociali, anche nell’approccio ad altre specie.

L’unione tra narvali e beluga sembra comunque qualcosa che l’uomo conosce da più tempo di quanto si possa immaginare. Le relazioni tra le due specie infatti fanno parte anche di antiche leggende Inuit.
“Non penso che dovrebbe sorprendere la gente”, ha detto Martin Nweeia, un ricercatore di Harvard che si occupa di narvali e beluga da più di vent’anni, “Penso che questo ci mostri… La compassione e l’apertura di altre specie ad accogliere un membro che potrebbe non sembrare o agire allo stesso modo. E forse questa è una buona lezione per tutti”.